BEPPE D’ONGHIA

Sogni

VARIAZIONI SINFONICHE SU TEMI DI LUCIO DALLA

Tra i molti doni che Lucio Dalla ha inteso lasciare come traccia di sé, quello che ci vede tutti destinatari in egual parte è senza dubbio il dono della universalità del messaggio musicale e della sua valenza emotiva. Una valenza che trascende il tempo e le forme dell’espressione attraverso la potenza evocativa della poesia che la anima. E’ da questo assunto che nascono le Variazioni Sinfoniche, che a questa universalità rendono omaggio, cogliendone l’ispirazione più autentica che diventa fonte per una nuova composizione che pare muoversi in una dimensione atemporale nella quale è la forma sinfonica a tracciare una linea continua tra le forme espressive della classicità, i temi del presente e le attese del futuro.

Non a caso, quindi, a farsi tramite di questo progetto, anche in forza di una collaborazione decennale che lo ha visto accanto a Dalla in diverse fasi della sua produzione artistica, è il maestro Beppe D’Onghia.
Arrangiatore, pianista, direttore d’orchestra, compositore.
Musicista, se con questo termine si intende chi, profondamente avvinto dal mezzo che ha scelto per esprimersi, ne ha saputo cogliere sia le inesauribili potenzialità espressive sia le infinite voci attraverso le quali è in grado di parlare all’anima.

Il percorso musicale del maestro spazia infatti, a partire dalla formazione accademica e dalle prime esperienze giovanili (ad esempio in qualità di tastierista accanto a Luca Carboni o come componente della band Stadio), dall’ arrangiamento alla produzione artistica (dal 1991 al 2001 è felicissima la sua collaborazione con Samuele Bersani in quattro diversi album), dalla composizione (per teatro e cinema, sua la colonna sonora di un episodio del capolavoro di M.Antonioni “Al di la delle nuvole”) alla direzione d’orchestra, toccando la più vasta gamma di modalità e di mezzi espressivi.
Principale collaboratore artistico di Lucio Dalla negli ultimi tre decenni, Beppe D’Onghia ne ha accompagnato in veste di interlocutore le svolte sperimentali più significative muovendosi con lui, grazie alla pulsione ispiratrice della comunicazione musicale, nella ricerca di una traccia universale.
Questa la matrice a partire dalla quale i due musicisti approdano, dopo la lunga esperienza dei tour negli anni ’90, alla contaminatio tra canoni stilistici differenti. Una commistione che raggiunge un primo apice nell’esperienza operistica di “Tosca, amore disperato” fino a compiersi in una fortunata serie di concerti che li vede protagonisti alla guida di numerose orchestre sinfoniche.
Come afferma lo stesso D’Onghia:” lavorare con un’orchestra ha permesso a Dalla di schiudere le porte di una nuova dimensione sinfonica che gli ha rivelato aspetti inesplorati della sua musica, ha aperto la sua personalità artistica sensibilissima alle sollecitazioni, a nuove visioni, a un nuovo, inedito rapporto con il mondo classico, con l’opera, la regia teatrale. E così queste Variazioni sinfoniche non vogliono essere un tributo, un omaggio rivolto al passato, guardano al domani: vogliono essere un nuovo inizio, nel segno di Dalla e delle sue visioni ma che vanno oltre Dalla, come egli stesso, penso, vorrebbe”.

Così, in “ Sogni…Variazioni Sinfoniche” alcune delle più riuscite creature della poetica di Lucio Dalla, che appartengono ormai senza dubbio al retaggio della nostra cultura musicale, si vestono, naturalmente e senza artifizio, di un abito nuovo e al di la del tempo. E, tramite l’alchimia della rielaborazione sinfonica, senza altro utilizzo del testo se non quello che è ormai radicato nella memoria dell’ascoltatore, tornano a risvegliare suggestioni conosciute e a suscitare emozioni nuove ed inattese.
I passi di Anna e Marco si muovono così sulle note di Piazza Grande perdendosi nella appassionata lirica di Caruso per ritrovarsi poi, brano dopo brano, nelle speranze utopiche dell’Anno Che Verrà, nelle accorate, frementi attese di Futura, nell’arguta, disincantata ironia di Attenti al Lupo. Il messaggio di onirica sfida che Lucio Dalla lascia trapelare nel testo de “le Rondini” viene così raccolto da Beppe D’Onghia: si realizza qui il suo sogno di divenire una voce evanescente, libera da ogni vincolo e da ogni struttura, che sorvola e si fonde con il Creato alla ricerca di quell’Amore che, come spinta primigenia ed irrefrenabile, lo anima e lo giustifica.
Grazie alla direzione del maestro Beppe D’Onghia, coro ed orchestra avranno il compito nuovo ed inusuale di regalare voce a queste creature, una voce che, seppur mai udita prima, ci sorprenderà con una sconcertante familiarità: quella che è propria, appunto, di un messaggio universale.

nomi dei musici…

Anton Berovski 1 violino
Alessandro Bonetti 2 violino
Giuseppe Donnici viola
Enrico Guerzoni violoncello
Vincenzo Taroni contrabbasso
Valentina Giannetta arpa

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